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postato da terryrip alle ore 19:35
giovedì, 25 settembre 2008

I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d'Europa. Se la racconteranno così.

Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pietro Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all'impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all'improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle.

E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com'è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, "così è sempre stato e sempre sarà così"?

Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient'altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire "non faccio niente di male, sono una persona onesta" per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull'anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?

Questo gruppo di fuoco ha ucciso soprattutto innocenti. In qualsiasi altro paese la libertà d'azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d'Italia. E quindi gli inquirenti, i carabinieri e poliziotti, i quattro cronisti che seguono le vicende, restano soli. Neanche chi nel resto del paese legge un giornale, sa che questi killer usano sempre la stessa strategia: si fingono poliziotti. Hanno lampeggiante e paletta, dicono di essere della Dia o di dover fare un controllo di documenti. Ricorrono a un trucco da due soldi per ammazzare con più facilità. E vivono come bestie: tra masserie di bufale, case di periferia, garage.

Hanno ucciso sedici persone. La mattanza comincia il 2 maggio verso le sei del mattino in una masseria di bufale a Cancello Arnone. Ammazzano il padre del pentito Domenico Bidognetti, cugino ed ex fedelissimo di Cicciotto e' mezzanotte.

Umberto Bidognetti aveva 69 anni e in genere era accompagnato pure dal figlio di Mimì, che giusto quella mattina non era riuscito a tirarsi su dal letto per aiutare il nonno. Il 15 maggio uccidono a Baia Verde, frazione di Castel Volturno, il sessantacinquenne Domenico Noviello, titolare di una scuola guida. Domenico Noviello si era opposto al racket otto anni prima. Era stato sotto scorta, ma poi il ciclo di protezione era finito. Non sapeva di essere nel mirino, non se l'aspettava. Gli scaricano addosso 20 colpi mentre con la sua Panda sta andando a fare una sosta al bar prima di aprire l'autoscuola. La sua esecuzione era anche un messaggio alla Polizia che stava per celebrare la sua festa proprio a Casal di Principe, tre giorni dopo, e ancor più una chiara dichiarazione: può passare quasi un decennio ma i Casalesi non dimenticano.

Prima ancora, il 13 maggio, distruggono con un incendio la fabbrica di materassi di Pietro Russo a Santa Maria Capua Vetere. È l'unico dei loro bersagli ad avere una scorta. Perché è stato l'unico che, con Tano Grasso, tentò di organizzare un fronte contro il racket in terra casalese. Poi, il 30 maggio, a Villaricca colpiscono alla pancia Francesca Carrino, una ragazza, venticinque anni, nipote di Anna Carrino, la ex compagna di Francesco Bidognetti, pentita. Era in casa con la madre e con la nonna, ma era stata lei ad aprire la porta ai killer che si spacciavano per agenti della Dia.

Non passa nemmeno un giorno che a Casal di Principe, mentre dopo pranzo sta per andare al "Roxy bar", uccidono Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti vicino al clan che, arrestato l'anno prima, aveva cominciato a collaborare con la magistratura svelando gli intrighi rifiuti-politica-camorra. È un omicidio eccellente che fa clamore, solleva polemiche, fa alzare la voce ai rappresentanti dello Stato. Ma non fa fermare i killer.

L'11 luglio uccidono al Lido "La Fiorente" di Varcaturo Raffaele Granata, 70 anni, gestore dello stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano. Anche lui paga per non avere anni prima ceduto alle volontà del clan. Il 4 agosto massacrano a Castel Volturno Ziber Dani e Arthur Kazani che stavano seduti ai tavoli all'aperto del "Bar Kubana" e, probabilmente, il 21 agosto Ramis Doda, venticinque anni, davanti al "Bar Freedom" di San Marcellino. Le vittime sono albanesi che arrotondavano con lo spaccio, ma avevano il permesso di soggiorno e lavoravano nei cantieri come muratori e imbianchini.

Poi il 18 agosto aprono un fuoco indiscriminato contro la villetta di Teddy Egonwman, presidente dei nigeriani in Campania, che si batte da anni contro la prostituzione delle sue connazionali, ferendo gravemente lui, sua moglie Alice e altri tre amici.

Tornano a San Marcellino il 12 settembre per uccidere Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, massacrati mentre stavano facendo manutenzione ai camion della ditta di trasporti di cui il primo era titolare. Anche lui non aveva obbedito, e chi gli era accanto è stato ucciso perché testimone.

Infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare di una sala giochi a Baia Verde, e un quarto d'ora dopo aprono un fuoco di 130 proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e davanti la sartoria "Ob Ob Exotic Fashion" di Castel Volturno. Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25, ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la droga, gli altri erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove capitava, e pure nella sartoria.

Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma in su di questa scia di sangue e di questo terrorismo, che non parla arabo, che non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto.

Ammazzano chiunque si opponga. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa "paranza di fuoco". Paranza, come le barche che escono a pescare insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno fatto strage a Castel Volturno.

Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la scientifica, segno che ne hanno a disposizione poche. Non entrano in contatto con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli.

Castel Volturno, territorio dove è avvenuta la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle hometown dell'Africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state costruite le sue villette. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola.

Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del Mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della Nato. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della mafia nigeriana.

I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime, capaci di investire soprattutto nei money transfer, i punti attraverso i quali tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi, i nigeriani controllano soldi e persone. Da Castel Volturno transita la coca africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi. Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari.

E il clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione dimostrativa, fanno strage di africani - e fra questi nessuno viene dalla Nigeria - colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre, in questa terra, per morire non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati.

I ragazzi africani uccisi erano immediatamente tutti "trafficanti" come furono "camorristi" Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicino a Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito battezzati come criminali.

Non è la prima volta che si compie da quelle parti una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che, pur gestito da italiani, era diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di Castel Volturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche pesanti da parte di Francesco "Sandokan" Schiavone. Ma ora i tempi sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a un gruppo di cocainomani armati.

Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine abbia di sé. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di più, ma sono sempre più sole.

Come vi immaginate questa terra? Se è vero, come disse Danilo Dolci, che ciascuno cresce solo se è sognato, voi come ve li sognate questi luoghi? Non c'è stata mai così tanta attenzione rivolta alle vostre terre e quel che vi è avvenuto e vi avviene. Eppure non sembra cambiato molto. I due boss che comandano continuano a comandare e ad essere liberi. Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a scovarli?

È storia antica quella dei latitanti ricercati in tutto il mondo e poi trovati proprio a casa loro. Ma è storia nuova che ormai ne abbiano parlato più e più volte giornali e tv, che politici di ogni colore abbiano promesso che li faranno arrestare. Ma intanto il tempo passa e nulla accade. E sono lì. Passeggiano, parlano, incontrano persone.

Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un'enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: "Quello s'è fatto i soldi". Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate?

Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all'84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l'Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all'anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com'è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com'è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce.

Perché il dolore porta ad ammutolire, perché l'ostilità porta a non sapere a chi parlare. E allora a chi devo rivolgermi, che cosa dico? Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli? Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste e soprattutto solo.

Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale. Ormai si è aperta una voragine nel tempo e nello spazio, una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E penso pure e soprattutto a chi vive la mia stessa condizione e non ha come me il privilegio di scriverne e parlare a molti.

Penso ad altri amici sotto scorta, Raffaele, Rosaria, Lirio, Tano, penso a Carmelina, la maestra di Mondragone che aveva denunciato il killer di un camorrista e che da allora vive sotto protezione, lontana, sola. Lasciata dal fidanzato che doveva sposare, giudicata dagli amici che si sentono schiacciati dal suo coraggio e dalla loro mediocrità. Perché non c'era stata solidarietà per il suo gesto, anzi, ci sono state critiche e abbandono. Lei ha solo seguito un richiamo della sua coscienza e ha dovuto barcamenarsi con il magro stipendio che le dà lo stato.

Cos'ha fatto Carmelina, cos'hanno fatto altri come lei per avere la vita distrutta e sradicata, mentre i boss latitanti continuano a poter vivere protetti e rispettati nelle loro terre? E chiedo alla mia terra: che cosa ci rimane? Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve avere l'autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di pentole)?

Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non c'è perdita, perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da loro? Sedervi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro padri.

E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell'unico mondo possibile sicuramente.

Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo.

La Calabria ha il Pil più basso d'Italia ma "Cosa Nuova", ossia la ?ndrangheta, fattura quanto e più di una intera manovra finanziaria italiana. Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio, non della crescita.

Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla.

Ma non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina.

"Si può edificare la felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?", domanda Ivan Karamazov a suo fratello Aljo?a. Ma voi non volete un mondo perfetto, volete solo una vita tranquilla e semplice, una quotidianità accettabile, il calore di una famiglia. Accontentarvi di questo pensate che vi metta al riparo da ansie e dolori. E forse ci riuscite, riuscite a trovare una dimensione in cui trovate serenità. Ma a che prezzo?

Se i vostri figli dovessero nascere malati o ammalarsi, se un'altra volta dovreste rivolgervi a un politico che in cambio di un voto vi darà un lavoro senza il quale anche i vostri piccoli sogni e progetti finirebbero nel vuoto, quando faticherete ad ottenere un mutuo per la vostra casa mentre i direttori delle stesse banche saranno sempre disponibili con chi comanda, quando vedrete tutto questo forse vi renderete conto che non c'è riparo, che non esiste nessun ambito protetto, e che l'atteggiamento che pensavate realistico e saggiamente disincantato vi ha appestato l'anima di un risentimento e rancore che toglie ogni gusto alla vostra vita.

Perché se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi, arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora ad immaginare di poter scegliere. Le chiedo se è in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarsi diversa, pensarsi libera. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini.

Quegli uomini possono strapparti alla tua terra e al tuo passato, portarti via la serenità, impedirti di trovare una casa, scriverti insulti sulle pareti del tuo paese, possono fare il deserto intorno a te. Ma non possono estirpare quel che resta una certezza e, per questo, rimane pure una speranza. Che non è giusto, non è per niente naturale, far sottostare un territorio al dominio della violenza e dello sfruttamento senza limiti. E che non deve andare avanti così perché così è sempre stato. Anche perché non è vero che tutto è sempre uguale, ma è sempre peggio.

Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.

Copyright 2008
by Roberto Saviano
Published by arrangement
of Roberto Santachiara
Literary Agency

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postato da terryrip alle ore 13:13
mercoledì, 24 settembre 2008

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postato da terryrip alle ore 20:16
martedì, 23 settembre 2008

che bel film!..............happiness is only real when shared

e poi ci mettiamo anche che riconoscere che non è solo colpa degli altri e la propria implicazione e responsabilità nella propria sofferenza è un primo passo per smuovere le acque

credo

ora trovo una collanina carina da mettermi domani mattina
si,si

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postato da terryrip alle ore 16:02
mercoledì, 10 settembre 2008

mai chiedere una informazione a mio padre,MAI (.....bestemmia),perchè LUI non risponderà ma bensì stamperà 8 pagina a caso o quasi da internet ben sapendo che è la cosa al mondo che più mi manda in bestia (intendo lo spreco di carta):risultato:nessuna informazione ottenuta,8 fogli che si aggiungono al pacco enorme di fogli per la brutta copia.

mai chiedere di fare la psicologa a gratis,cioè volontaria: dovrai chiamare 180 uffici,dopo di che dovrai scrivere per niente una mail e una lettera e poi scoprire,in fine,di doverti recare in culo della madonna a prendere,in orari misteriosi (perchè a detta del segretario non ci sono orari precisi,forse trovo la tizia forse no,forse fino alle 16 o fino alle 17,sto pomeriggio sì e pure lunedì,poi boh),dei moduli e"seguire l'iter burocratico"...poi aspettare non si sa quanto per il verdetto.
meno male che gli offro un servizio gratuito

mai prendere sul serio il lavoro che si fa,mai cercare di farlo bene,nessuno se ne accorgerà,anzi al massimo ti crei nemici e fai il triplo di fatica sapendolo solo tu.

mai cercare di fare un tirocinio alla ulss di venezia-mestre,non accettano tirocinanti...come se un medico non potesse fare tirocinio in ospedale...ma l'Ordine,a cui pago cento e passa euro l'anno, sembra non interessarsene,a loro basta mandarmi l'agenda a inizio anno.

MI CI PULISCO IL CULO
PROFESSIONE DI MERDA.

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postato da terryrip alle ore 16:17
martedì, 09 settembre 2008

Boom degli iscritti a Psicologia.

L’Ordine e le Facoltà continuano a giocare a rimpiattino (e a guadagnare)

sulla pelle dei giovani

 

 

L’avete letta la pagina di Repubblica del 2 settembre (sezione Roma) sul boom degli iscritti alla Sapienza? C'è anche qualcosa che ci riguarda.

Cito: […] Senza dimenticare che anche le due facoltà di Psicologia del primo ateneo capitolino registrano un boom di iscrizioni, con oltre 2000 aspiranti studenti.

 

L’avete letto, poi, l’editoriale di Giuseppe Luigi Palma, Presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, sull’ultimo bollettino con titolo “Pubblicità…ingannevole” sulle vane promesse delle Facoltà di Psicologia alle loro matricole?

Sembra scritto da AltraPsicologia, ma …. quattro anni fa!

Il Presidente fa due conti e due statistiche e si accorge che gli psicologi italiani sono in modo imbarazzante tantissimi, troppi, e che sono destinati ad aumentare vertiginosamente nei prossimi anni visto che gli iscritti attuali alle 26 Facoltà e corsi di laurea sono oltre 70.000 !

E poi, dopo aver genericamente chiesto razionalizzazione degli accessi qualità della formazione, conclude che “gli sbocchi professionali sono puramente teorici”.

 

Ci domandiamo: se n’è accorto solo ora o è una delle tante mosse demagogiche ad uso e consumo dei soliti disinformati, che finiscono magari per apprezzare cotanta sollecitudine da parte del nostro massimo esponente istituzionale?

E va bene, non vogliamo passare per i soliti criticoni: apriamo pure un credito all’ente (finora) inutile che il Presidente rappresenta. Finalmente a distanza di 20 anni dall’istituzione dell’Ordine e di governo della professione detenuto in maniera quasi assoluto dall’AUPI (il sindacato degli psicologi sanitari di cui il Presidente Palma è illustre esponente), i suddetti rappresentanti si sono resi conto, dall’interno dei loro ambulatori pubblici e dei loro privilegiati distacchi sindacali, che la baracca di tutta la nostra professione ci sta crollando in testa. Ma va!?

 

Cosa hanno fatto costoro fino ad oggi, in questi 20 anni beati, per evitare questo prevedibilissimo andazzo? E cosa mai intendono fare, da oggi in poi, per contenere i danni?

 

La mia, se non s’è capito, è una mera domanda retorica… Perché la risposta implicita è: nulla! Ovviamente. A parte qualche letterina... morta.

 

Si, perché per salvare la nostra professione non basta razionalizzare gli accessi, ma occorre avere una visione politica della psicologia proiettata nel futuro e nella società civile (e non solo nel SSN). Ed è qui che – ahinoi - l’acqua è molto bassa.

 

Ma torniamo alla notizia del boom degli iscritti e procediamo con … ordine (no, non quello).

 

Cominciamo con la domanda-chiave:

 

Posto che è assodato che il numero degli psicologi è spaventosamente sovradimensionato rispetto alla richiesta della società,

a chi interessa buttare dentro un mare di giovani allo sbaraglio?

 

Beh, è facile capirlo, a tutti coloro che ci mangiano sopra.

E qui l’elenco è davvero lungo, ma principalmente:

  1. Alle Facoltà: più iscrizioni, più sovvenzioni, più cattedre, più libri venduti, etc.
  2. Alla Formazione post-universitaria (Scuole e master varii): più futuri allievi, più futuri analizzandi, più ecm da vendere, più futuri disoccupati/sottoccupati da orientare
  3. Agli Ordini (eh gia!): più iscritti, più interessi economici da regolare (o opportunisticamente non-regolare…), più potere.
 Come potete immaginare, dove allignano tali e tanti interessi economici, non c’è razionalizzazione che tenga… Non prendiamoci in giro.

Di fatto l’Ordine e le Università hanno giocato a rimpiattino ed in questo nefasto gioco delle parti ogni tanto l’Ordine faceva finta di alzare la voce e le Facoltà acuivano la loro sordità elettiva su tali argomenti.

Così è fin qui andata e così andrà anche in futuro. Facciamocene una ragione e non caschiamo nei proclami demagogici del presidente.

 

Se avessimo un Ordine realmente esistente e funzionante, molto potrebbe fare, direttamente, per evitare questo scempio.

 

Ø       Definire ed aggiornare con maggiore attenzione i profili di competenze professionali necessari alla società civile seguendo i criteri della ricerca sociale (e già qui emergerebbe che 315 sedi di scuole private accreditate per la sola Psicoterapia sono pura follia)

Ø       Discutere con le Facoltà su tali profili di competenze e definire con esse i curricula formativi (e relativi piani di studio) realmente utili e abilitanti;

Ø       Suggerire alle Facoltà, alla luce della eccedente offerta, criteri di rigore e selezione in accesso e in itinere;

Ø       Disporre in sede di Esame di Stato (l’Ordine lì è presente) in ogni Facoltà e in ogni sede del territorio italiano un numero contingentato di abilitati, calcolato di volta in volta a seconda di precise valutazioni (come già accade per altri Ordini professionali);

Ø       Permettere l’iscrizione all’Albo solo a chi dimostra di esercitare effettivamente la professione;

Ø       Informare a tappeto l’opinione pubblica circa le competenze trasversali degli Psicologi (… non di sola psicoterapia si vive) ed avvertire i giovani prossimi all’iscrizione universitaria di quanto viene invece detto “inter nos” a proposito della mancanza di sbocchi occupazionali e del calvario degli inizi professione di Psicologo.

  

Vorrei proprio essere smentito o corretto, ma mi risulta che mai l’Ordine, quello nazionale in particolare, abbia operato in queste direzioni nè mai abbia fatto nulla di quanto qui esposto.

 

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postato da terryrip alle ore 14:20
venerdì, 05 settembre 2008



sono stupita da facebook


la mia pagina sta accumulando un numero imbarazzante di persone che, più o meno con buone ragioni, mi consideravano una stronza o io consideravo stronzi

o facebook spinge la gente verso il perdono
o c'è un particolare piacere nel collezionare figurine di amici nella pagina (sarà lo stesso processo che portava a comprare gli exogini)

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postato da terryrip alle ore 14:26
venerdì, 25 luglio 2008

                  my TOY BOY

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postato da terryrip alle ore 11:45
lunedì, 21 luglio 2008

domenica 20 luglio:

COMPLEANNO DI NAVID

TANTI AUGURI AMORE!

giornata trascorsa biciclettando da san candido fino a lienz per un totale di due ore e quaranta sempre in discesa (si,proprio così,amore: SEMPRE IN DISCESA)
sarei rimasta in montagna un mese intero...dopo queste pause di due giorni la mia voglia di lavorare invece che prender energia muore di infarto istantaneo.

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postato da terryrip alle ore 15:51
giovedì, 03 luglio 2008

in questo momento indosso un paio di busanse al rovescio
un paio di braghe lunghe del pigiama con il cavallo davanti alle microzinne a mò di camicetta e le gambe del pigiama strette dietro la schiena in un fiocco (il pigiamino comprende i disegnetti di margherite,theiere, cucchiaini e vari misteriosi cosi)
il tutto condito da piedi neri ricoperti dall'asfalto di mestre-venezia
un batuffolino di cotone dentro il bunigolo

ora andrò in doccia
però prima volevo ringraziare l'estate troiassa per regalarci l'essenza di sudore delle persone che dio sa perchè non si mettono il deodorante e l'essenza ben più notevole di pisciate evaporate al sole
grazie,quando ce vò ce vò

legge numero 1: ragazzi se volete trombare lavatevi spesso,profumate di pulito,voi e la vostra casa,le ragazze apprezzeranno molto
(infatti il mio pupi è un orsetto lavatore profumoso...a parte quando gli chiesi:"pupi....hai fatto una puzzetta?" e poi,prima che potesse ripondermi e avvicinando il mio naso alla sua boccuccia"ah no" -alito pesante?- )

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postato da terryrip alle ore 18:49
venerdì, 06 giugno 2008




il Perturbante
questo video mi ricorda quando nelle giornate di tirocinio cercavo di rendermi sopportabile il non fare apparente e così faticoso di un ragazzo schizofrenico, il suo diverso modo di stare al mondo, il fissare il muro per giornate, il rimanere come una immobile statua storta mentre una sofferenza e un lavoro invisibile lo occupava così totalmente...beh passavo il mio tempo disegnando o facendomi finte ferite sulla mano con colla e inchiostro rosso,un gioco che facevo con mio fratello da piccola, gli "effetti speciali",per ritrovare una dimensione familiare, immaginaria,soprattutto FINTA di fronte ad una pulsione di morte così REALE.

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postato da terryrip alle ore 19:30
lunedì, 02 giugno 2008

BULLI E GNOMI
foto lido

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postato da terryrip alle ore 19:56
lunedì, 26 maggio 2008

TEST PISCIOLOGICO
perchè quando a uno gli ammazzano i figli o il marito o la moglie o varie ed eventuali, il giornalista come prima domanda sul suo block notes di my melody chiede "lo perdona?"

perchè dopo un bel servizio sulla premiazione del film gomorra alle spalle del registra appena intervistato passa il successivo servizio sul COMPLEANNO DELL'ORSO YOGY?

perchè quando una dice che è psicologa la risposta è sempre "allora sto attento a quel che dico se no mi analizzi"?(quando tra l'altro durante tutto il tempo che ha parlato io stavo pensando ad una montagna di gattini obesi usabili come mattoncini per costruzioni lego?)

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postato da terryrip alle ore 10:42
domenica, 18 maggio 2008

La Cooperativa Sociale Il Grillo,in Via Castellana 177/B- Zelarino,si occupa di personaggini psichiatrici ed ha avuto la bella idea di creare un posto raccolta mobili in buone condizioni (li intercettano prima che vengano buttati via dai proprietari e ne controllano il buono stato)e di rivendita a prezzi bassissimi....ci sono intere cucine,camere da letto etc....correte numerosi,correte!

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postato da terryrip alle ore 09:14
domenica, 04 maggio 2008

consiglio a tutti il film RACCONTI DI STOCCOLMA

PENSARE CHE LE COSE VANNO COSÌ IN SVEZIA TI FA VENIRE I BRIVIDI SU COME SONO PROBABILMENTE IN ITALIA soprattutto per quanto riguarda la violenza sulle donne dentro le famiglie di immigrati

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postato da terryrip alle ore 19:32
domenica, 27 aprile 2008


nel 1980 un bambino ogni 10.000 venva diagnosticato come autistico
oggi uno ogni 150

traduco:
nel 1980 c'era uno psicologo ogni 10.000
oggi uno ogni 150

purtroppo

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postato da terryrip alle ore 19:45
martedì, 15 aprile 2008

per nascondere sotto il tappeto o il tappetto ogni sguardo che ancora dia segno di vita all'interno della scatola cranica,ho deciso di diventare psicoanalista di questi pupazzi,ridere in modo ebete e ingrassare a dismisura...gago it's a joke.play with me and with these snirfzy birby pets

http://www.parapluesch.de/whiskystore/test.htm

DIE ANSTALT-PSYCHIATRIE FUR MISSHANDELTEN o qualcosa del genere

si trova anche su "clinica dei pupazzi"

CONSIGLIO VIVAMENTE SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI AL COCCODRILLO
MERAVIGLIA!!MERAVIGLIA!

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postato da terryrip alle ore 14:44
martedì, 15 aprile 2008

QUESTO NON È UN LAMENTO IN SENSO COMPLETO PERCHÈ MANCA UN RIFERIMENTO ALLA MIA ABISSALE IGNORANZA

non ce la faccio più
come faccio a fare tre sedute?dovrei!dovrei!vorrei?
dovrei sempre fare di più,ma non riesco più a trovare un momento per non fare nulla
e il prossimo anno il tirocinio dove lo ficco con tre sedute da fare e il lavoro e il resto?
e gli amici (perchè ci son tante persone a cui voglio bene e manco lo sanno,come fanno a saperlo?boh.me lo tengo tra me e me.notevole e proficuo)
si certo potrei uscire alla sera lo stesso e svegliarmi alle 6:45 come fan tanti..però io non sono i tanti,non son così fica,produttiva,scattante,dinamica,son solo stancaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
e stufa porco io
è da due anni che non faccio un viaggio(non GITA)
vorrei una cazzo di vita normale,
dimostrare la mia età e non vergognarmi quando un parente scopre che vivo ancora a casa

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postato da terryrip alle ore 19:36
lunedì, 31 marzo 2008

venerdì 4 aprile gli utenti,gli ex-utenti,i futuri utenti (io?),i familiari del centro di salute mentale di Trento saranno dalle 16 alle 21 alla Casa dell'Ospitalità (fine via spalti,vicino alla casa di riposo) a Mestre
è invitata tutta la cittadinanza veneziana e mestrina
ci sarà merendino e cena,oltre ai racconti dei protagonisti

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postato da terryrip alle ore 20:26
giovedì, 27 marzo 2008

mi fa male la gengiva,è vero,il dentista mentre si burlava del mio maglioncino fatto,secondo lui,con delle presine della nonna,ben conscio che il cambio di rumore da "bzzzzzzz"a "brufzzzzzzzzzz" dato dal movimento della bocca sul tubicino succhia saliva, significava inimicizia etc.
è vero anche che le giornate mi sembrano raddoppiate,certi giorni vorrei essere a letto a dormire e non a lavoro o,meglio, vorrei che il mio cervello si alzasse e mi seguisse anche lui fuori dalle coperte,così,tanto per non rispondere ad una persona (tra le altre cose-magari più importanti- appartenente alla categoria "disabile")che "progetti" si scrive con 2 G...
certi giorni,insomma,anche se non ho il ciclo,mi sento abbacchiata,c'ho l'occhio fisso e triste nonostante cerchi di pensare al gattino col pannolino visto su www.animalidisabili.com...
poi mi sorprendo°_°perchè capisco che il vero motivo di tristezza è che mi manca lui,quello che non legge più il mio blog manco a stamparglielo sul pispolo,quello che come superman su una panda mi ha condotta sana e salva a casa (parentesi: pasqua,io e pupi decidiamo:"andiamo in slovenia!yeee!a lubiana!yeee!",passato il confine notiamo il paesaggio nevoso ai lati della strada,bubi"mannòòòò,è marzo,non nevica e se nevica non attacca e poi ci muoviamo prima delle 18 da lubiana"...alle 18 a lubiana,dopo che ho rubato una girandola a pois,inizia a nevicare,entrambi pensiamo"porca madonna",nessuno però parla,il viaggio di ritorno ricorda un viaggio intergalattico+miserynondevemorire, BUFERA DI NEVE potente, panda che fa da apripista alle altre auto che manco pe'cazzo pensano di superarci),quello che ho paura di amare troppo-si perchè sia mai che se ami troppo uno poi l'altro si scazza e dice e che cazzo mi ami troppo,tiratela un pò o almeno non darlo a vedere:un pò di contegno per dio!
A3_soccorsi
ma io e il contegno manco siamo amici

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postato da terryrip alle ore 19:20
domenica, 16 marzo 2008

scrivo di meno per un motivo semplice,come si sa son monotematica,amo la clinica e ascoltare le vite della gente e facendo ora questo lavoro che mi piace mi sarebbe praticamente impossibile non parlare solo di quello,però non posso per una questione di riservatezza -che già per natura mi è un pò arduo rispettare (mi piace condividere con gli altri le mie esperienze)-, di segreto professionale o per dirla in modo più vero,perchè la possibilità che una delle persone con cui lavoro navigando su internet arrivi qui e si riconosca e magari non prenda bene che i cazzi suoi siano anche solo in veste anonima e vaga accennati su un blog, non è così remoto...ed effettivamente non simpatica.
Quindi o non parlo o parlo del mio bubi gatto moroso,argomento credo non esaltante per molti.
In compenso ieri son andata a vedere il filmino girato sugli ospiti della casa dell'ospitalità di mestre,gestita pure da mia zia,ed è stato molto bello perchè era pieno zeppo di gente...inoltre regalavano il dvd del film e pure questo libro

Vite a basso volume. Dodici anni di storie dell'Asilo notturno

Autore: Chemollo F.
Titolo: Vite a basso volume. Dodici anni di storie dell'Asilo notturno
   
   
   
   
   


Un libretto semplice che si legge d'un fiato e con commozione. È la storia di come un classico asilo notturno per i marginali di Venezia e Mestre si trasforma, poco alla volta, in una casa dell'ospitalità con fusione di ruoli fra assistenti e assistiti, con regole di comportamento interno e principi di riferimento umanistici anche all'esterno. Arricchito da alcune testimonianze personali, da poesie e piccole memorie che mostrano la grande dignità dei poveri quando sono riconosciuti capaci di vita e l'efficacia del lavoro volontario quando diventa accompagnamento della dignità altrui. Indirizzo a cui riferirsi: Casa dell'ospitalità, via S. Maria dei battuti 1/D, 30174, Mestre (fax: 041.9612876; e-mail ospitalità@comune.venezia.it).


Memorabile il racconto di uno degli ospiti che raccontava della sua vita,tra delirio e ricordi reali,di come una volta era morto in mare,di saddam hussein,del petrolio,della vita avventurosa,dicendo che ha vissuto bene,ha vissuto male(gera mal ciapà)però ha vissuto.
E' sorprendente quali storie di vita ci siano a volte dietro al termine generico "barboni".

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postato da terryrip alle ore 16:51
venerdì, 08 febbraio 2008

HO-UN-LAVORO(part-time,per fortuna visto che devo continuare a studiare-_- e ho le lezioni di sabato e domenica-____-)
ho appena fatto il contratto come educatrice di sesto livello in una cooperativa
seguirò un gruppo di 7 disabili psico-fisici con l'obiettivo di inserirli,a seconda delle loro possibilità,nel mondo del lavoro.
non so se riuscirò bene in questo lavoro,ce la metterò tutta...comunque ora come ora,son felicissima.....e me cago adoso.

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postato da terryrip alle ore 10:50
domenica, 03 febbraio 2008

DOMANDE CRUCIALI:
PERCHÈ COOLIO HA FATTO LA COLOMBINA CHE SCENDE DAL CAMPANILE AL CARNEVALE DI VENEZIA?
LA MADRE DI BERLUSCONI È MORTA PER DAVVERO?
PERCHÈ I TIPI CON I BANCHETTI VERDI CHE FINGONO DI AVERE UNA COMUNITÀ PER TOSSICI E CHE A VENEZIA FERMANO SOLO I TURISTI,SONO DIFFUSI PER TUTTA ITALIA PURE ALLA FESTA DEL MIRTILLO A DANTA?



911 is a Joke


Hit me
Going, going, gone
Now I dialed 911 a long time ago
Don't you see how late they're reactin'
They only come and they come when they wanna
So get the morgue embalm the goner
They don't care 'cause they stay paid anyway
They teach ya like an ace they can't be betrayed
I know you stumble with no use people
If your life is on the line they you're dead today
Late comings with the late comin' stretcher
That's a body bag in disguise y'all betcha
I call 'em body snatchers quick they come to fetch ya?
With an autopsy ambulance just to dissect ya
They are the kings 'cause they swing amputation
Lose your arms, your legs to them it's compilation
I can prove it to you watch the rotation
It all adds up to a funky situation
So get up get, get get down
911 is a joke in yo town
Get up, get, get, get down
Late 911 wears the late crown

911 is a joke

Everyday they don't never come correct
You can ask my man right here with the broken neck
He's a witness to the job never bein' done
He would've been in full in 8 9-11
Was a joke 'cause they always jokin'
They the token to your life when it's croakin'
They need to be in a pawn shop on a
911 is a joke we don't want 'em
I call a cab 'cause a cab will come quicker
The doctors huddle up and call a flea flicker
The reason that I say that 'cause they
Flick you off like fleas
They be laughin' at ya while you're crawlin' on your knees
And to the strength so go the length
Thinkin' you are first when you really are tenth
You better wake up and smell the real flavor
Cause 911 is a fake life saver

So get up, get, get get down
911 is a joke in yo town
Get up, get, get, get down
Late 911 wears the late crown

Ow, ow 911 is a joke

Durante un'intervista del 2 novembre 2007 con il giornalista britannico David Foster, Benazir Bhutto dichiarò di sapere da chi sarebbe stata probabilmente uccisa. Aggiunse anche che Osama Bin Laden era stato assassinato da Omar Sheikh, tra l'altro responsabile dell'uccisione dell'americano Daniel Pearl...l'intervistatore mantiene un imbarazzato silenzio...


ieri con gaguz ,invece di uscire per il "bellissimo"carnevale acquatico di Venezia (pioggia e tanto alcol tra la gente),ce ne siam stati a vedere "sicko"...commovente,soprattutto ora che indirettamente so cosa vuol dire aver bisogno di buone e costose cure...strano vedere l'italia al secondo posto in una classifica positiva,molto strano °_°

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postato da terryrip alle ore 21:17
mercoledì, 30 gennaio 2008

I FESTONI GAY PER IL MIO COMPLEANNO(NOTATE IL SORRISO A BAGIGIO)
dscn0796

LA COPPIA GAY
dscn0792

IO E MIO NIPOTE LARVETTA
federico

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postato da terryrip alle ore 22:37
martedì, 29 gennaio 2008

Love ridden, I’ve looked at you
With the focus I gave to my birthday candles

un giorno si,un giorno nì son felice
oggi per fortuna  è stato un giorno sì
grazie ad una foto di te in turchia con vicino un orso,una buona cena,l'odore del dopobarba,il mio viso NON grattuggiato dalla tua barba in fieri,una torta scenicamente fica ma schifida dentro,un festone di pagliacci gay di carta,un bacio al sapor carnevale,come hai detto tu,uguale a quello di due anni fa,un regalo impegnativo per un maschietto e quindi stupendo,le luci delle giostre,le mie orecchie di screk(o come si scrive quel robo verde)invidiatissime,le tagliatelle della mamy,due sms dalle due litiganti,una canzone cantata al telefono da un'amica da sempre,mancava un gatto e un lavoro,il resto: perfetto.
notte

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postato da terryrip alle ore 21:01
martedì, 22 gennaio 2008

vorrei mettere nella vecchia autoradio una cassetta dei baustelle che ti piacevano tanto e partire verso la neve,solo per il gusto di cambiare l'aria sulle tue guance e nei tuoi polmoni,o per il gusto del viaggio che con te tutt'altro di un tragitto,è un ritornare senza pensieri,senza pensare "sarò bella?" perchè con te lo sono sempre,nonostante tuta,calzettoni e occhiali,anche quando mi dispero per niente,o quando rido senza quasi più respiro cercando di mordicchiarti il viso.Spesso ci son cose che non riesco a risolvere anche se lo vorrei e mi sembra impensabile non riuscirci,però le viviamo in due,e questo credo è già avere un bel vantaggio.

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postato da terryrip alle ore 13:13
mercoledì, 16 gennaio 2008


papa and mastella are going to ibiza
the cat is into the groove
the pen is black

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postato da terryrip alle ore 19:57
lunedì, 14 gennaio 2008

ok,ritorno al "lavoro".In questi giorni è successo pressapoco così:stavo dormendo quando nella stanza dei comandi nella panza è apparso alle spalle del signor Spinguacchio un tossico di Billa,ha iniziato a toccare a tutti le orecchie contando poi velocemente fino a tre (gay!gay!),il comandante era immobilizzato ma è riuscito a dare l'allarme di fuga prima di soccombere totalmente gaio,se ne sono andati tutti di corsa,finchè anche i succhi gastrici rimasti da soli e guardatisi nelle palle degli occhi,nun sapendo che fare delle loro vite hanno deciso di andare in città,là fuori.Poi è arrivata la febbre alta e insieme a lei mia mamma con punture antivomito,antibiotici antisbrodolo,enterogermina,na roba contro la nausea che a berla fa vomitare,la novalgina etc.etc..Queste serie di sostanze son scese nella panza urlando,il loro linguaggio è solo l'urlo,e dopo l'uscita dell'antibiotico rivolta al virus "ti no ti sa quando mato che so!ti no ti ga neanca na minima idea de quanto mato che sò!!!!",hanno continuato ad urlare,sbattere la testa contro le pareti,uccidere agnelli sacrificali e schernire il sesso dei virus fino a cinque giorni dopo.Passata l'incazzatura delle medicine son guarita.

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postato da terryrip alle ore 22:35
domenica, 30 dicembre 2007

ieri sera aspettando l'autobus a mestre alle 23:30 mi si avvicina un tipo "tipo indianino delle rose"(nota è la mia simpatica simpatia divertita per buffonaggine e tristezza di tali soggettini fiammiferai del 2000),mi chiede se parlo inglese,io rispondo a botta sicura "just a bit" che non vuol dire "solo un pò"ma "vorrei,forse un giorno",inizia un lungo discorso di cui capisco due parole ogni mille,poi inizia a lamentarsi che non chiava da tre anni e che non c'ha amici bengalesi,e al suo paese c'aveva la moglie ninfomane e c'aveva donne dappertutto,io inizio a ridere perchè assomiglia al dottor slump bengalese,lui è felice perchè rido e perchè non son diffidente(vedi te,mi arrivi ai polpacci),io son felice perchè lui sembra davvero felice,caro,e parla e io non capisco niente e ogni tanto dico "eeeh beh!","eeeh no",poi ogni tot (=spesso)smorzo gli animi nominando il mio moroso (che per l'occorenza diventa marito burbero e geloso)di origini iraniane in possesso di armi batteriologiche come deterrente e dico qualche frase sconnessa di inglese sull'actv.
BUON ANNO in anticipo che magari porta sfiga.
bubi non diventare un marito burbero che chiamo il telefono rosa.
ah,poi l'autobus arrivò e lui,giuro,lo inseguì per un pò salutandomi con la manina.
però non capisco perchè non posso stare ad una fermata dell'autobus senza dover ascoltare qualcuno,vedi il giovane disco-truzzo dell'altra volta con il suo LUNGHISSIMO monologo sui giovani,la droga,i valori,la noia e mestrechenonc'ènientedafarelasera.spero che un giorno mi pagheranno per tutto ciò.

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postato da terryrip alle ore 16:43
sabato, 15 dicembre 2007

è stato individuato il gene comune a puff daddy,prince e berlusconi.
si chiama"noncapiscopiùchecazzodinomec'hai"(nell'ultimo caso riferito al partito)

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postato da terryrip alle ore 08:42
domenica, 02 dicembre 2007

addio spartani
il muco ha avuto la meglio

300

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Heracleum blog & web tools